Tutti i lunedì Alba è in diretta su SL48 dalle ore 20,30 alle ore 22,00 con la trasmissione "Non di solo Pane vive l'Uomo" ed il mercoledì dalle ore 16,15 alle ore 17,45 con la trasmissione "Cercando troverai", i programmi sono trasmessi anche su Internet in streaming video e possono essere visti tramite il Microsoft Media Player.

La replica del lunedì è trasmessa su SL48 il martedì alle 09,30 e su Tele Radio San Pietro (canale 858 di Sky) la domenica alle ore 22,00, la replica del mercoledì è trasmessa il sabato alle ore 17,00 su SL48.


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IL FRUTTO BUONO DI DIO E’: GESU’! Stampa E-mail
Articoli - Spiritualità


Il frutto buono, Gesù, ha reso giustizia alla Sua Radice Celeste ed a Lei ha rimesso ogni complimento e lode


Poter capire che l’albero buono genera frutti buoni vuol dire entrare nella logica e vivere nella verità del Buono. Tale parola non viene spesso pensata quale processo che ha una radice che termina in un frutto.
Chiunque desidera il buono di sé non può non cercare l’apice di tale bontà.


“Maestro buono”, dice il giovane a Gesù, riferendosi alle opere che Gesù aveva fatto ed al benessere della Sua predicazione ma, anziché ricevere un sorriso di compiacimento, si ritrova dinanzi ad una profonda e sconvolgente correzione. Risponde Gesù: “Buono è solo il Padre mio!”.


Non c’è un seguito di parole tra i due, bensì un dare a Dio solo ciò che è di Dio.


Il frutto buono, Gesù, ha reso giustizia alla Sua Radice Celeste ed a Lei ha rimesso ogni complimento e lode.

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I SANTI: PIANTAGIONI SCELTE DI DIO! Stampa E-mail
Articoli - Spiritualità


I Santi non sono solo uomini, bensì sono uomini di Dio perché da Dio si sono lasciati modellare


Molti sono gli alberi del giardino del Re, ma alcuni hanno delle caratteristiche particolari: sono immagine e somiglianza del Sovrano, che li ha curati e scelti per essere di esempio agli altri che ancora manifestano una immagine incolta.
In Loro è facile vedere la cura del Loro “Padrone” ed in Lui manifestano quelle virtù nelle quali gli altri possono rispecchiarsi e ritrovare la fonte dell’AUTORE.


I Santi non sono solo uomini, bensì sono uomini di Dio, perché da Dio si sono lasciati modellare.


Maria, giustamente definita Santissima, è la Prima donna umana ad occupare il posto d’onore dopo il Santissimo che è il Santo dei Santi: Gesù di Nazareth!
Con l’incarnazione del Verbo in Lei inizia la lunga Via della Santità che ha come partenza Dio che si fa Carne.


Lui, in Maria, è il Santo di ogni Santo che dopo di Lui sarebbe stato realizzato.

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SANTA ELISABETTA Stampa E-mail
Articoli - I Santi

Nel programma di Dio la sterilità di Elisabetta non ha avuto alcun potere e non ha potuto fermare l’opera.


E’ sempre incantevole osservare quanto i personaggi Sacri che hanno partecipato alla Missione della Salvezza siano sempre ricchi di attualità.
Elisabetta la sposa di Zaccaria e cugina di Maria, la Madre Gesù, è interprete di una grazia che la rende madre, nonostante la sua sterilità e la sua tarda età. In Lei l’umanità ritrova il Dio ricco e fertile che può riprodurre frutti anche là dove tutto sembra arido e finito. Dio che toglie la “vergogna” a quella umanità che non porta frutto donandole il rispetto che merita. E’ Lui che copre, riparando quelle falle che si aprono lungo il cammino faticoso dell’uomo in terra straniera.
Lui, Dio, sa come trasformare il dolore in gioia e come donare il senso alla vita mediante un progetto da Lui ideato.
Elisabetta doveva contenere nel suo grembo Giovanni, il precursore, che con la sua missione avrebbe condotto le “pecorelle smarrite” al pastore per renderle gregge del Suo Ovile.
Nel programma di Dio la sterilità di Elisabetta non ha avuto alcun potere e non ha potuto fermare l’opera.

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LA MATURAZIONE DEI TEMPI: NATALE Stampa E-mail
Articoli - Spiritualità

La nuova occupazione è annunziare che Dio si è fatto carne!


C’è un tempo per ogni cosa. Anche Dio nella sua Onnipotenza ha consumato le ore, i giorni, gli anni, i secoli, i millenni per giungere alla maturazione del SUO TEMPO. Dalla caduta di Adamo è scoccata l’ora di Dio nel riprendersi ciò che era SUO e, da quel momento, la SUAOPERA si è consumata giorno dopo giorno.
Superato il TEMPO DELL’ANNUNZIO giunge quello della venuta e nascita del FRUTTO di DIO: GESU’ CRISTO! Con LUI nasce Dio che si fa UOMO e con la Sua CARNE tutti gli uomini hanno potuto usufruire e gustare la Sua Alleanza. Essa, Alleanza, ha come prima espressione propria la Carne. Lui, Dio, Purissimo Spirito, che si riveste nel suo Verbo di Carne, per farsi simile agli uomini affinché attraverso il Suo essere come loro potessero riconoscerlo, seguirlo, e godere della Sua Vittoria sulla morte.
Nonostante ciò, gli uomini non lo riconobbero ed ancora oggi oltre 2000 anni, molti faticano ad accogliere ed accettare la Sua presenza sulla terra. Dio che si fa Carne sembra quasi un invito per bambini a visitare un fenomeno della natura e poter così costruire sullo stesso molte storie fantasiose. In verità così è accaduto. Alcuni presi dalla meraviglia circa lo straordinario dell’evento, si propongono quali spettatori curiosi ma assenti ad ogni notizia certa che possa giustificare l’evento stesso.
Altri, quali intenditori di fatti che si sarebbero avverati, si apprestano a fargli visita per godere della loro bravura. Altri quali poveri e semplici uomini che semplicemente ascoltano un invito fatto dal Cielo affinché vadano ad adorare Dio che a Betlemme nasce per gli uomini e con gli uomini si esprimerà secondo il Suo Programma.

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COME E’ BUONO GESU’ Stampa E-mail
Articoli - Spiritualità
Natale è l’inizio e la fine di un tempo che permetterà all’uomo di vedere Dio che opera


C’è bontà e bontà. Quella che viene dall’Alto ha come caratteristica la vita eterna. E’ il buono di Dio che concede la possibilità di vivere per l’eternità all’uomo che non conosce altro che la morte. La Vita Eterna è la condizione alla quale qualunque vivente aspira, ma che può ottenere solo se la stessa Vita si concede.
Gesù, nella sua permanenza sulla terra annunzia di essere quella vita che non si spenge per l’Eternità ed invita gli uomini ad ottenerla mediante l’adesione alla sua Persona.
Il Buono sa concedersi nella Sua Massima Preziosità senza trattenere nulla per sé. Dio, mediante il Figlio, promette di donare tale Bontà solo perché Ama l’uomo ed a lui offre il Suo Sì. Per attuare la sua scelta e premiare i vincenti si fa simile agli uomini, insegnando loro che la conquista del Dono dipende dall’accettazione del Suo invito ed alla attuazione della Sua Parola.
La Sua Promessa ha come forza la pazienza che Dio dimostra quando all’annunzio di tale preziosa donazione gli uomini rispondono senza alcun compiacimento.
Nonostante la Sua Offerta il mondo continua a percorrere la via della morte e, nonostante il desiderio di Dio, realizzato con la vita vissuta e donata agli uomini della terra, il mondo manifesta un chiaro disinteresse e addirittura una apatia irrispettosa e provocatoria.
Il Buono di Dio attribuisce tutto ciò, senza escludere la ribellione e l’aggressione alla Sua Persona, fino a fargli meritare solo la morte e morte di Croce, a quella carenza che proviene da una remota ignoranza da parte dell’umanità.

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LA CROCE DI CRISTO: ESPRESSIONE VIVENTE DELL’AMORE DEL PADRE Stampa E-mail
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Spesso l’uomo si domanda su come possa essere Dio Padre. Tale domanda è stato rivolta a Gesù dal suo discepolo Filippo il quale desiderava incontrare il Padre e conoscerla via che l’avrebbe portato a Lui.

La risposta di Gesù fu categorica e pungente perché accusa l’uomo di essere poco recettivo per le “cose di Dio”. Colui che risponde in Gesù di Nazareth è quel Padre che Filippo desiderava conoscere e, nella risposta, non vi è altra Persona se non il Padre stesso.

Dal Vangelo secondo Giovanni cap. 14, 1, viene rivelata la Parola che testimonia quanto sia grande l’Amore di Dio.

È il momento del saluto di Gesù che annunzia la Sua dipartita. Dice Gesù: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in Me. Nella Casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con Me, perché siate anche voi dove sono Io. E del luogo dove Io vado, voi conoscete la via”.

Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: ”Io sono la Via, la Verità e la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me. Se conoscete Me, conoscerete anche il Padre; fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”. Gli disse Filippo: “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto Me ha visto il Padre. Come puoi dire: mostraci il Padre? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che Io vi dico non le dico da Me; ma è il Padre che è in me compie le sue opere. CREDETEMI: Io sono nel Padre e il Padre è in Me; se non altro, credetelo per le opere stesse”.

L’Amore di Dio Padre è evidente in Gesù che lo contiene fino a renderlo visibile agli uomini. Il momento più solenne dell’Amore del Padre manifestato nel Figlio è la Crocifissione dove le barriere del Dio che si nasconde cadono con la rivelazione totale di Dio quale Padre che ama il mondo quale Figlio che per Amore del Padre fa vivere nella totalità tale pienezza, quale Spirito Santo che agisce nella forza che permette all’uomo di poter entrare nell’unità Trinitaria ed abitare ove Gesù abita.

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IL SANTO E’ LA COMPLETEZZA DEL SACRIFICIO DI GESÙ SULLA CROCE Stampa E-mail
Articoli - Spiritualità

Dice San Paolo: “Completo su di me le sofferenze di Cristo”. Parlare dei Santi vuol dire mostrare il volto di Gesù in perfetta unità con il Padre. Vuol dire conoscere la forza dello Spirito Santo che rende possibile ogni cosa; vuol dire essere una cosa sola con Dio.

Non c’è Santo che non mostri tale unità fino ad essere Eucarestia vivente in ogni generazione. Il Santo è il Martire del Martire Divino ed in lui è anche opera salvifica per l’umanità mediante il Suo Esempio.

Il Sangue dei Martiri grida vendetta come è scritto nell’Apocalisse ma, quale vendetta se non il desiderio che si consumi l’opera del Salvatore mediante le generazioni ove l’Eucarestia si mostri a loro?

“Questo è il Mio Corpo … e questo è il Mio Sangue … prendete e mangiatene tutti” dice Gesù.

Non può essere il Banchetto Divino una semplice consumazione di elementi fini a se stessi, bensì un incontro d’unione fra l’invitato ed il Suo Dio che gli chiede la partecipazione al Suo Sacrificio ed anche al Premio che da esso ne deriva.

Il Santo beve nel Calice di Gesù e mangia quel Corpo nella consapevolezza di essere Lui il Gesù che vive.

Dice San Paolo: “Non sono più Io che vivo ma è Cristo che vive in Me”.

L’unità che Gesù ha realizzato è il frutto dell’Amore che Dio Padre per mezzo del Suo Spirito realizza con il Figlio.

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LA SOLITUDINE DI DIO Stampa E-mail
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Nell’ascolto umile e consenziente Dio ripristina il contatto e dopo tanta fatica riposa vedendo che solo così è cosa buona.

L’Emmanuel, Dio con noi, Gesù, spesso attraversava momenti di totale solitudine nel mondo perché il mondo non accettava e non capiva i Suoi insegnamenti. Non sempre le “pecore” disperse riuscivano a recepire la SUA VOCE e quasi sempre il rifiuto costituiva per Gesù un motivo di dolore e di solitudine.

La Parola vola per trovare riposo in coloro che vengono da Lei visitati e se questo non accade la “mortificazione” di Dio diviene solitudine. Il mondo non conosce l’amarezza della solitudine, mentre Dio sì! Il Creato in ogni sua manifestazione possiede il Suo Creatore e vive di Lui. Non c’è elemento vivente che non sia animato dal respiro di Dio ed in esso può godere della vita.

E’ Dio che chiede la risposta alle Sue Creature e non ottiene ciò che gli è dovuto. L’immagine e somiglianza che l’uomo di Dio possiede deve trovare il Suo SPECCHIO nel quale riflettere la Sua Esistenza. Il Buono che Dio vide era quell’Immagine che gli assomigliava e che si rifletteva in Lui. Ora, con la caduta di Adamo, l’uomo non conosce più la via che gli offre ogni benedizione e si riflette là dove non c’è alcuna voce ed alcuna risposta ai suoi perché.

Lo SPECCHIO DIVINO è stato spogliato dell’unica ragione per cui ha creato: incontrarsi con la Sua Creatura ed insieme godere. La tristezza e la solitudine di Dio nascono nei cieli, là dove ogni cosa è unità. Dio è Padre, Dio è Figlio, Dio è Spirito Santo ed in ognuna delle Sue Persone Dio si fonde ed è Solo Dio.

E’ così che l’ADAMO di Dio nel dono della immortalità doveva vivere. Quel raggio che solo il Suo Sole poteva assortire diviene “autonomo” non potendo più godere della Fonte vitale. L’uomo entra nella sua più estrema separazione con il Suo Dio, ma Dio che cerca la Sua Immagine quale specchio vivente va a cercare il volto dell’amato e lo invita a rispecchiarsi in Lui.

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