Nel programma di Dio la sterilità di Elisabetta non ha avuto alcun potere e non ha potuto fermare l’opera.

E’ sempre incantevole osservare quanto i personaggi Sacri che hanno partecipato alla Missione della Salvezza siano sempre ricchi di attualità.
Elisabetta la sposa di Zaccaria e cugina di Maria, la Madre Gesù, è interprete di una grazia che la rende madre, nonostante la sua sterilità e la sua tarda età. In Lei l’umanità ritrova il Dio ricco e fertile che può riprodurre frutti anche là dove tutto sembra arido e finito. Dio che toglie la “vergogna” a quella umanità che non porta frutto donandole il rispetto che merita. E’ Lui che copre, riparando quelle falle che si aprono lungo il cammino faticoso dell’uomo in terra straniera.
Lui, Dio, sa come trasformare il dolore in gioia e come donare il senso alla vita mediante un progetto da Lui ideato.
Elisabetta doveva contenere nel suo grembo Giovanni, il precursore, che con la sua missione avrebbe condotto le “pecorelle smarrite” al pastore per renderle gregge del Suo Ovile.
Nel programma di Dio la sterilità di Elisabetta non ha avuto alcun potere e non ha potuto fermare l’opera. L’uomo non sa quanto sia importante sperare nella decisione di Dio nella sua vita.
Anche l’impossibile diviene mezzo di espressione della Potenza dell’Altissimo, fino a trasformare con il “Suo Sì” ciò che nessuna forza umana può fare.
Con Elisabetta sterile, che diviene madre, ogni uomo può entrare nella “camera” della volontà di Dio che guarda ogni vita degna di operare con Lui, per Lui, in Lui.
Molte sono le incapacità paragonabili alla sterilità di ciascun vivente, ma, proprio per l’insegnamento ricevuto da Elisabetta, ciascun cuore speri che la grazia si manifesti e, con la gioia di colei che ha avuto Giovanni nel grembo, si possa esultare a Dio, donandoGli la meraviglia gioiosa dei bambini che godono della forza vincente del Grande e Supremo Genitore.

A Dio ogni onore e gloria!

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